Questa rivista è nata nel 1999 per raccogliere testimonianze, descrizioni, osservazioni, riflessioni sul tempo privato-pubblico che viviamo in qualunque forma la scrittura consenta: appunti, poesie, racconti, lettere, saggi, pagine di diario ecc. Dal numero uscito nel febbraio 2005 è divenuta, privilegiando una delle forme che aveva sempre praticato, un diario. Viene pubblicata anche in un’edizione in inglese e i suoi collaboratori sono persone che vivono in diversi paesi del mondo; sia persone per le quali scrivere è un’attività quotidiana, a volte professionale, sia persone per le quali è un’attività soltanto occasionale o rara (intellettuali e non, insomma).
Perché un diario? Per farci insieme, su queste pagine, “testimoni” del tempo che insieme viviamo, per leggerlo e commentarlo offrendo periodicamente al lettore la possibilità di ripercorrere, attraverso un “coro” di voci diverse, un passato recente che egli stesso ha vissuto in prima persona. Inoltre, un diario è un esercizio d’attenzione. E può essere anche un contenitore di pensieri, osservazioni, interrogativi sparsi: quelli che non giungono a farsi “compiuti”, e che soprattutto in questi anni, in cui si tratta di ripensare tutto, possono essere un aiuto prezioso. Infine, il diario è un genere di scrittura “personale” per eccellenza, e questa rivista ha sempre voluto essere una rivista di singole persone che parlano a e con singole persone.
Che genere di diario? Un diario scritto, schematizzando, a partire dal proprio “io storico-politico” (l’io di fronte, attivamente o passivamente, a eventi e problemi politici, locali o globali) come dal proprio “io di massa” (che emerge in primo piano, per esempio, nel prendere un tram o un treno o nell’andare al supermercato: l’io generico tra gli altri), dal proprio “io di ruolo” (l’io del proprio lavoro, della propria attività), e anche dal proprio “io privato” (l’io fra gli amici, nella vita familiare, nei suoi sentimenti, desideri ecc.).
La rivista esce su carta quattro volte all’anno e, dopo un anno dall’uscita di ogni numero, su Internet. Chiunque vorrà collaborarvi sarà benvenuto, e scriverà, naturalmente, quello che vorrà; ma nella selezione dei testi verranno privilegiate la riflessione e la testimonianza di vita, non più “originali”, ma più incisive, rivelatrici, libere (meno inquinate, per esempio, dal bla-bla mediatico).


